Più di due mesi dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, il numero di evacuazioni mediche dalla Striscia di Gaza verso l’Europa non solo non è aumentato, ma ha continuato a rallentare. È il dato che più preoccupa le organizzazioni umanitarie impegnate sul territorio e che emerge con chiarezza dalle cifre diffuse da Medici Senza Frontiere e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): l’accesso alle cure salvavita resta uno dei nodi irrisolti dell’emergenza umanitaria.
Secondo MSF, nel mese di ottobre sono state evacuate da Gaza 148 persone bisognose di cure specialistiche, scese a 71 nel mese di novembre, mentre per dicembre si stima che non si supereranno le 30 evacuazioni complessive.








