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Il consulente di parte di Sempio ha ribadito nelle sue conclusioni che a eccezione di quello di Sempio, tutti i soggetti che vennero analizzati erano discordanti già nei tracciati elettroforetici
L'incidente probatorio di Garlasco si è concluso senza vincitori né vinti. L'aplotipo Y rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, riconducibile alla discendenza patrilineare della famiglia di Andrea Sempio non è una prova regina per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio senza ulteriori elementi che, però, al momento non ci sono. È stata comunque cristallizzata l'assenza del Dna di Alberto Stasi sul corpo della vittima, che è un elemento valido per una futura richiesta di revisione. Ma soprattutto, hanno sottolineato dal pool dell'unico condannato con sentenza in giudicato di questo caso, era possibile arrivare a questo risultato già nel 2014. È quanto si legge nelle "osservazioni" alla perizia genetico-forense discussa giovedì al termine dell'incidente probatorio e depositate dai legali di Stasi, firmate dal consulente Ugo Ricci, biologo e genetista, parte del pool difensivo di Stasi.






