Dall'inizio della guerra in Ucraina non s'era mai visto nulla di simile. Nulla che rimandasse alla fiumana di fedeli che questa mattina ha gremito la Basilica di San Nicola, a Bari, per le celebrazioni del Santo secondo il calendario giuliano. Un flusso ininterrotto di pellegrini che da ieri (giovedì 18 dicembre) riempie la città vecchia e che proseguirà sino a domani sera.

Vengono da tutta Europa. Olena e Dmitro hanno guidato da Monaco di Baviera, dove vivono dal 2022. "L'anno scorso non ce l'abbiamo fatta - spiega lei all'ingresso della Basilica - Mia madre era malata e noi non eravamo pronti. Quest'anno dovevamo esserci". Come loro, centinaia di ucraini delle comunità sparse in Germania, Austria, Repubblica Ceca. Viaggi lunghi, spesso notturni, pur di arrivare in tempo per le celebrazioni.

Nella cripta si incrociano bulgari, rumeni, moldavi, georgiani. E anche russi, benché meno rispetto a prima del conflitto. Ma senz'altro più che negli ultimi anni. "Prima della guerra arrivavano autobus interi dalla Russia – racconta un addetto ai servizi della Basilica mentre aiuta a organizzare le file per venerare le reliquie del Santo di Myra - Adesso sono di meno. I voli non sono più diretti, bisogna fare scalo a Istanbul o nel Nord Europa”.