"Noi presidi romani non possiamo non esprimere con grande fermezza la nostra indignazione, civile e professionale, di fronte ad un triste, ripetitivo fenomeno, tipicamente italiano e in gran parte romano" delle occupazioni, che solo negli ultimi anni "ha causato centinaia di migliaia di euro di danni a strutture scolastiche di scuole superiori, senza che siano mai stati individuati i responsabili.

A ciò si aggiunge il particolare impegno che queste situazioni comportano per dirigenti scolastici e per i docenti che li affiancano, i quali insieme - consapevoli delle proprie responsabilità - impegnano il loro tempo per giorni e settimane, in condizioni di altissimo stress, in estenuanti trattative con piccoli gruppi di studenti: sono infatti sempre in pochi a impedire il diritto allo studio della maggior parte degli studenti, anche con spaccature evidenti e dichiarate all'interno delle scuole".

Così in una lunga lettera l'Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio. "Tutto questo è ancor più inaccettabile a fronte di dirigenti scolastici e docenti disponibili all'ascolto e pronti a definire spazi e modalità per la partecipazione e l'iniziativa degli studenti, nei limiti di quanto prevede la normativa scolastica.