La stretta sulle pensioni esce dalla manovra. Nella notte, alla fine di uno scontro durissimo, la Lega è riuscita a piegare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Anche l’allungamento delle finestre mobili, che avrebbero portato i futuri pensionati (a regime dal 2035) ad aspettare l’assegno sei mesi dopo aver maturato i requisiti, viene stralciato. Nonostante il ministro Giorgetti avesse ribadito in commissione alle undici di sera – per bocca del sottosegretario Federico Freni, leghista anche lui – che la misura sarebbe rimasta. A mezzanotte e mezza l’ennesimo dietrofront. Così come era successo per il taglio al riscatto della laurea: via tutto. Le norme restano come sono a legislazione vigente.

Pensioni, il governo riscrive ancora le regole: le novità spiegate in 90 secondi

Luca Ciriani, ministro dei Rapporti con il Parlamento, spiega: «La decisione della maggioranza è quella di stralciare gran parte dell'emendamento che contiene le norme sui prepensionamenti e la previdenza e di far sopravvivere solo la parte del testo relativa al Pnrr e all'iperammortamento. Tutto il resto verrà trasfuso in un decreto che verrà approvato presumibilmente la settimana prossima, quindi ci sarà l'esigenza di scrivere il testo e trovare nuove coperture». La commissione si è riunita di prima mattina per continuare l’esame, tuttavia è evidente che i tempi si complicano. Bisogna attendere la riscrittura delle norme per le imprese che riguardano iperammortamento, Zes e Transizione.