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Ultimo aggiornamento: 7:01
Ci risiamo. Arrivano le vacanze di Natale ed inizia la partita a tennis. Da una parte i sostenitori dei compiti. Dall’altra quelli per i quali “bisogna staccare la spina”. La partita, combattuta. Tra un dritto e un rovescio. Una volée e una palla smorzata. Una serie di smash. Una partita interminabile. Senza vincitori. Perché le motivazioni addotte, ora dall’uno, ora dall’altro, sono valide. Oggettivamente. Un periodo non breve di tempo, senza alcuna esercitazione, rischia di intorpidire le abilità. Più che far svanire le conoscenze. Ma è innegabile che pagine di Storia da studiare, frasi da analizzare ed esercizi di algebra da svolgere, possono diventare un fardello. Tra pranzi e cene di rito. Visite di parenti ed amici. Un soggiorno anche breve in qualche località. Un fardello per ragazze e ragazzi. Come per i loro genitori.
Per i sostenitori dei compiti, nessuna consegna equivale a dover ricominciare da capo quando riprenderanno le lezioni, a gennaio. Per gli altri, il riposo mentale è necessario. Imprescindibile per il post-vacanze.
Le due fazioni contano non solo gli addetti ai lavori, in ruoli differenti. Insomma ragazze e ragazzi ed insegnanti. Con l’aggiunta dei genitori. Ma anche schiere di Altri. Appartenenti ad ambiti disparati. Con una preponderanza di psicologi e pedagogisti, filosofi e giornalisti, intellettuali. Ognuno chiamato a dire quel che pensa sul tema. Magari arrivando ad invitare “a considerare un equilibrio più moderato nella quantità di compiti per casa assegnati durante le vacanze natalizie”, come ha fatto l’assessore provinciale all’istruzione in lingua italiana di Bolzano, Marco Galateo. Che ha spiegato come “Le vacanze natalizie rappresentano un’occasione preziosa per rigenerarsi, trascorrere tempo in famiglia e con gli amici, recuperare energie e ritrovare un equilibrio sereno”.












