PREMARIACCO (UDINE) - Entrerà nel vivo il 3 marzo 2026 il processo sulla tragedia del Natisone, che costò la vita a Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar. Da quella data prenderà il via la fase dibattimentale del procedimento che vede imputati quattro operatori dei soccorsi: tre vigili del fuoco, in servizio alla centrale operativa di Udine, e un infermiere, che stava presentando servizio alla centrale operativa della Sores Fvg, chiamati a rispondere di omicidio colposo. Lo ha stabilito il Tribunale di Udine nell’udienza tecnica di ieri mattina (18 dicembre), durata una manciata di minuti, davanti al giudice Faleschini Barnaba.
In aula non erano presenti gli imputati, rappresentati dai rispettivi legali, mentre tra il folto pubblico si è registrata ancora una volta una partecipazione significativa di colleghi e operatori del settore dei soccorsi (sia pompieri sia infermieri), a testimonianza della forte attenzione e del clima di solidarietà che accompagna il procedimento.
Il giudice ha disposto la citazione dei responsabili civili, individuati nel Ministero dell’Interno e nell’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs), enti di appartenenza degli imputati. «Si tratta dei soggetti che, nell’eventualità di una condanna al risarcimento del danno, sarebbero chiamati a rispondere per i propri dipendenti», ha spiegato Stefano Buonocore, avvocato difensore di due vigili del fuoco. «Dal 3 marzo avranno la possibilità di costituirsi in giudizio e partecipare attivamente al processo oppure rimanere contumaci».







