Mentre la cucina italiana diventa un patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, nel nostro Paese più di una famiglia su dieci riduce la qualità della propria dieta per ragioni economiche.

È quello che emerge da una ricerca dell’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare (OIPA) in collaborazione con Istat e la Fao. Lo studio, presentato il 18 dicembre a Roma e intitolato “Povertà e insicurezza alimentare in Italia”, mette in luce le difficoltà di una fascia considerevole della popolazione ad avere accesso a un’alimentazione sana ed equilibrata.

I numeri nel mondo

A livello globale la situazione è peggiorata dopo la pandemia. Nel 2020 le difficoltà nel garantire un’alimentazione adeguata sono aumentate e non sono più tornate ai livelli pre Covid. Secondo la Fao, nel 2024 quasi un terzo della popolazione mondiale, circa 2,3 miliardi di persone, ha vissuto condizioni moderate o gravi di insicurezza alimentare, ossia non ha avuto accesso regolare a cibo sufficiente e nutriente.

Il disagio alimentare riguarda anche le economie più avanzate. Lo scorso anno, in Europa e Nord America, 92 milioni di cittadini – l’8,1% della popolazione – hanno avuto problemi significativi nell’accesso al cibo.