Caricamento player

Quando in Italia pensiamo a una residenza per anziani o a una comunità per persone con vite complicate alle proprie spalle, è facile immaginare spazi spogli e simili a ospedali: lunghi corridoi, stanze identiche, sterili luci al neon. Luoghi frugali, insomma, impersonali e un po’ deprimenti, dove la funzionalità prevale sul comfort e gli spazi comuni sono ridotti ai minimi termini. E in cui è facile che le persone al suo interno si sentano sole, e isolate dal resto della società.

A Helsingborg, una piccola città del sud della Svezia, esiste un posto che smentisce ogni stereotipo di questo tipo. È curato in ogni dettaglio, emana calore umano. Soprattutto, funziona: nessuna persona che ci vive è scivolata ai margini della società.

Una delle cucine comuni di SällBo (Viola Stefanello/il Post)

Il posto si chiama SällBo – dall’unione di sällskap, che in svedese vuol dire “compagnia”, e bo, “casa” – ed è un progetto pubblico che dal 2019 ospita nello stesso condominio anziani a rischio di isolamento e giovani migranti arrivati da minorenni senza parenti o amici. Due categorie di persone che rischiano particolarmente di soffrire la solitudine, soprattutto in una società un po’ chiusa come quella svedese.