Tra gli anni '20 e '30 furono venduti liberamente bevande, cosmetici e oggetti al radio e al torio, pubblicizzandone le proprietà benefiche. Furono prodotte e diffuse anche in Italia. Saranno le vittime famose e la bomba atomica a decretarne il declino.
Il Me too in salsa gay incontra il Grande Fratello. Fabrizio Corona ha sparato il suo ennesimo petardo: «Se non vai a letto con Alfonso Signorini non lavori in televisione». Il conduttore Mediaset gli ha risposto secco: «Non parlo di questo, ho già messo in mano tutto ai miei legali». Nel frattempo, sui social, tra allusioni e mezze frasi, spuntano ragazzi che hanno il dente avvelenato con Alfonsino e consentono a Corona, di fatto, di continuare a montare la panna sulla vicenda.
Viene da domandarsi da chi siano davvero danneggiati i bambini del bosco. Dalla famiglia, da papà Nathan e mamma Catherine che li facevano vivere in una antica casa di campagna con bagno esterno? Oppure dalle solerti istituzioni che da qualche tempo li stanno trattenendo in una casa famiglia per il loro «migliore interesse»? La domanda a questo punto è più che lecita. I piccoli Trevallion stanno in una struttura protetta da circa un mese. Sono stati portati via da casa il 20 novembre, con un robusto dispiegamento di forze e solo grazie all’intervento dell’allora avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, si ottenne che la madre potesse seguirli. Da allora vivono sotto osservazione, vedono il padre molto poco e in orari prestabiliti, incontrano la mamma in occasione dei pasti. Il tribunale dei minori dell’Aquila continua a rinviare la decisione sulla loro sorte: potranno tornare a casa per Natale?






