Al via l'udienza, in Tribunale a Pavia, dell'incidente probatorio che vede al centro Andrea Sempio, indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi. Davanti alla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli si terrà il confronto fra i periti e le parti. Presente a sorpresa Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come il solo autore del delitto della fidanzata. Le conclusioni sul fronte dattiloscopico dei periti Domenico Marchegiani e Giovanni Di Censo sembrano mettere tutti d'accordo: nessuna impronta delle circa sessanta repertate nel 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco è riconducibile al 37enne (amico del fratello della vittima), mentre sul versante dell'analisi della spazzatura l'unica traccia che non riporta alla ventiseienne è il Dna di STASI trovato sulla cannuccia dell'Estathé. Una novità che va contestualizzata con le dichiarazioni rese 18 anni fa.
È sul Dna che si concentrerà il vero confronto. La perizia affidata alla genetista Denise Albani ha consegnato conclusioni dalle molteplici interpretazioni. Se la Procura di Pavia e la difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, leggono la "compatibilità" tra il materiale sulle unghie e il Dna di Sempio come un elemento che lo colloca sulla scena del delitto, i consulenti del 37enne evidenziano l'impossibilità (decretata da Albani) di stabilire se quella traccia - che non è databile, né collocabile sopra o sotto le unghie - è frutto di un contatto con la procura oppure mediato, cioè 'trasferito' per aver maneggiato in tempi diversi uno stesso oggetto.







