Roma, 18 dic. (askanews) – Ricco bottino in criptovalute per Pyongyang: secondo un rapporto pubblicato dalla piattaforma di analisi Chainlysis, gli hacker della Corea del Nord nel 2025 sono riusciti a rubare almeno oltre 2 miliardi di dollari in asset digitali.
Secondo il rapporto, il valore dei furti attribuiti a pirati informatici riferibili al regime di Kim Jong Un è aumentato del 51 per cento rispetto all’anno precedente e rappresenta un record anche in termini di incidenza globale: Pyongyang sarebbe responsabile del 76 per cento di tutte le compromissioni di servizi registrate a livello mondiale per quanto riguarda il settore crypto.
Chainalysis sottolinea che “parte di questo anno record riflette probabilmente un maggiore ricorso all’infiltrazione di lavoratori IT”, una strategia che consente di ottenere accessi iniziali e movimenti laterali prima di colpi su larga scala.
Nel complesso, nel 2025 i furti di criptovalute monitorati dalla piattaforma hanno raggiunto i 3,4 miliardi di dollari. Da sola, l’operazione contro l’exchange Bybit avvenuta a febbraio ha rappresentato 1,5 miliardi di dollari del totale. Gli analisti attribuiscono l’attacco al famigerato gruppo Lazarus, ritenuto legato al regime nordcoreano. Il dato complessivo è in linea con quello del 2024, ma nettamente superiore ai 640 milioni di dollari rubati nel 2020.






