"Se guardiamo solo negli ultimi 5 anni, dal 2020, quando la capitalizzazione di borsa era di circa 600 miliardi, abbiamo superato il trilione, quindi 1000 miliardi ad ottobre, una crescita di circa il 65% in 5 anni.

E venendo a chi investe in azionario italiano, c'è un grosso interesse nei confronti delle nostre aziende: dagli Stati Uniti che pesano il 38%, al Regno Unito che pesa il 19%, Continental Europe il 30%.

Sicuramente c'è lavoro da fare sia in Asia, Australia, Nuova Zelanda e Sud America, proprio perché in questo momento queste economie sono sottopesate, almeno per quanto riguarda i nostri listini".

Lo ha dichiarato Fabrizio Testa, amministratore delegato di Borsa Italiana, intervenendo alla conferenza "Finanza e diplomazia per la crescita dell'Italia" a Milano, nel quadro della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori.

"L'Italia da fanalino di coda d'Europa è ora in una posizione d'eccellenza. Lo vediamo in dati tipo il deficit PIL che è previsto al 3% per il 2025, 2,8 nel 2026. Francia e Germania invece non sono più in posizioni migliori di noi, anzi sono i due Paesi che in questo momento guardano a noi per capire come riprendere la giusta strada. E dopo 23 anni anche Moody's ci ha alzato di un notch. L'altro fondamentale critico per l'Italia è il famoso spread contro i titoli di Stato tedeschi. Dal 2007 siamo stati un po' sulle montagne russe e adesso stiamo convergendo sempre di più verso i livelli di post introduzione dell'euro, quando gli spread erano molto molto stretti, quindi sicuramente è un riconoscimento da parte degli investitori", ha spiegato Testa.