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Ultimo aggiornamento: 10:56

Il calciatore ecuadoriano Mario Pineida, 33 anni, è stato ucciso in un agguato a colpi d’arma da fuoco nel nord di Guayaquil, epicentro della recente lotta di potere esplosa tra bande di narcotrafficanti. Stando alle prime ricostruzioni, il difensore – che oggi gioca nel Barcelona Sporting Club – è stato vittima di un agguato da parte di due malviventi in scooter che hanno aperto il fuoco ammazzando l’ex calciatore della nazionale dell’Ecuador e ferendo altre due persone, tra cui sua madre e un’altra donna.

“Ai nostri soci e sostenitori: l’FC Barcelona Sporting Club annuncia con profonda tristezza la morte del suo giocatore Mario Pineida, a seguito di un’aggressione”, con questo triste comunicato il Barcelona SC ha annunciato la scomparsa del giocatore. “Questa tragica notizia ci tocca profondamente tutti e condividiamo il dolore dell’intera famiglia del Barça. Nelle prossime ore, vi terremo informati sugli eventi organizzati in sua memoria”, scrive ancora il club.

Dalle prime ricostruzioni – ma le indagini sono ancora in corso – sulla tragica morte di Pineida avvenuta nella giornata di mercoledì 17 dicembre, le autorità stanno cercando di ricostruire le dinamiche, i moventi dell’agguato e l’accaduto nei minimi dettagli. Il giocatore sembra essere finito nel mezzo di un agguato che sullo sfondo vede la continua lotta armata tra diverse fazioni di narcotrafficanti che si stanno cercando di dividere il territorio della città di Guayaquil. Due uomini a bordo di un motorino si sono avvicinati al calciatore e hanno cominciato a sparare, freddando Pineida: gli uomini hanno colpito anche la madre del calciatore e un’altra donna.