Il Consiglio dell’Ue ha imposto oggi misure restrittive su altre 41 navi, che fanno parte della “flotta ombra” russa di petroliere e contribuiscono alle entrate energetiche del Paese. Queste 41 navi vengono quindi aggiunte all’elenco di quelle soggette a divieto di accesso ai porti e di fornitura di un’ampia gamma di servizi relativi al trasporto marittimo. Questa misura mira a colpire le petroliere extra-UE che fanno parte della flotta ombra di Putin eludendo il meccanismo del tetto massimo del prezzo del petrolio o supportando il settore energetico russo, o le navi responsabili del trasporto di equipaggiamento militare per la Russia o coinvolte nel trasporto di grano e beni culturali ucraini rubati dall’Ucraina.
La decisione odierna, che porta il totale delle navi designate a quasi 600, è strettamente legata alle recenti decisioni del Consiglio di stilare un elenco di nove navi che supportano la flotta ombra e di adottare una dichiarazione dell’UE e dei suoi Stati membri sul pieno utilizzo del quadro normativo internazionale del mare in relazione alle minacce provenienti dalla “flotta ombra” e alla protezione delle infrastrutture sottomarine critiche.
Il Consiglio europeo che si tiene oggi e venerdì 19 dicembre a Bruxelles dovrà fare la scelta giusta riguardo alle diverse opzioni sul tavolo per il prestito Ue a sostegno dell’Ucraina per i prossimi due anni; l’Italia è assolutamente a favore del sostegno a Kiev, ma ha “forti dubbi” sulla solidità della base giuridica dell’unica proposta che la Commissione considera percorribile, quella del prestito basato sugli asset congelati russi, e considera che bisogna evitare una scelta sbagliata in questo senso, che portasse a un ricorso russo con una vittoria di Putin. E’ quanto ha detto in estrema sintesi, a Bruxelles, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando alla stampa al suo arrivo al pre-vertice del Ppe in vista del Consiglio europeo. Il ministro ha anche affermato di non avere “alcun dubbio” sul fatto che il decreto del governo per il sostengo dell’Italia all’Ucraina in campo militare sarà approvato entro la fine dell’anno, anche se è ancora in corso la discussione tra le forze della maggioranza.









