BRUXELLES – In un contesto internazionale pericolosamente in bilico, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea torneranno a riunirsi oggi per un vertice particolarmente importante, dedicato principalmente al sostegno finanziario all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Al centro delle trattative l’uso degli attivi russi, anche se alcuni paesi membri sono tornati a chiedere soluzioni finanziarie alternative. Sul tavolo, eventualmente anche il debito in comune.
Il momento politico è delicato. Sul fronte ucraino c’è il desiderio di far sentire la propria voce. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha avvertito che «non c’è tempo da perdere». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato ieri di «un mondo che è diventato pericoloso e transazionale, un mondo di guerre, un mondo di predatori». Ha poi aggiunto: «In questo mondo noi europei dobbiamo difenderci e fare affidamento su noi stessi».
I termini del problema sono noti. L’Unione è convinta che il sostegno a Kiev sia chiave per garantire la stabilità del continente. La Commissione europea ha stimato che l’aiuto comunitario per il 2026-2027 dovrebbe essere di 90 miliardi di euro. Ha quindi proposto alcune opzioni, tra le quali l’uso degli attivi russi congelati al momento dello scoppio della guerra (si veda Il Sole/24 Ore del 4 dicembre). La UE prenderebbe a prestito la liquidità dalle società che detengono il denaro, per poi prestarla a Kiev.














