Dal nostro corrispondente

NEW DELHI - Con una mossa destinata a suscitare l’irritazione della Cina, nella tarda serata di mercoledì il Dipartimento di Stato americano ha annunciato il suo via libera a vendite di armi a Taiwan per più di 11,1 miliardi di dollari. La seconda commessa approvata dall’amministrazione Trump nel giro di pochi mesi è la più grande di sempre tra i due Paesi e giunge in una fase di forti tensioni non solo tra Pechino e Taipei, ma anche tra Pechino e Tokyo, dopo che la neo premier giapponese Sanae Takaichi ha preso pubblicamente posizione sulle minacce cinesi nei confronti del governo dell’isola.

In un comunicato del ministero della Difesa di Taiwan si legge che il pacchetto è composto da otto accordi che riguardano 82 sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità (High-mobility artillery rocket system, o Himars) e 420 sistemi missilistici tattici (Army tactical missile system, o Atacms) simili a quelli forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina per difendersi dalla Russia, per un valore superiore a 4 miliardi di dollari. Le seconda grande commessa è quella per 60 howitzer semoventi per altri 4 miliardi.

Nel pacchetto figurano anche contratti per la fornitura di droni Altius valutati più di 1 miliardo di dollari, software militare per un valore superiore al miliardo, missili Javelin e Tow per oltre 700 milioni, pezzi di ricambio per elicotteri per 96 milioni e kit di ammodernamento per missili Harpoon per 91 milioni. «Gli Stati Uniti - spiega il governo di Taipei - continuano ad assistere Taiwan nel mantenere sufficienti capacità di autodifesa e di deterrenza che sono alla base del mantenimento della pace e della stabilità a livello regionale».