Riello torna in mani italiane. Grazie all'acquisizione di Ariston, l'azienda che opera nel settore della climatizzazione entra ora in una nuova fase, totalmente Made in Italy. L'operazione messa a segno dalla multinazionale di Fabriano (Ancona) ha permesso di sventare l'assalto degli asiatici Haier e Midea. Grande soddisfazione arriva dal mondo politico e istituzionale, con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che sottolinea come l'acquisizione di Riello da parte di Ariston Group chiuda un «percorso complesso, seguito in ogni sua fase dal Mimit, e segna un passaggio industriale di rilievo strategico». Per giovedì mattina, comunque, al Mimit si riunirà il tavolo sulla vertenza del gruppo veneto, già convocato in vista di questo passaggio.

L'acquisizione «rafforza la filiera del Paese, tutela l'occupazione e garantisce continuità e sviluppo alle attività produttive, nell'ambito di una strategia di crescita solida e di lungo periodo», conclude Urso. Parole di soddisfazione arrivano anche dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale ricorda come Riello è un «marchio storico» che da sempre è «identificato con l'imprenditoria veneta e l'eccellenza del suo tessuto produttivo». L'accordo che porta all'acquisizione da parte di Ariston Group, definendo così il superamento della crisi attraversata negli ultimi anni, è una «tappa di grande rilevanza per l'economia regionale e nazionale», conclude il Governatore. Oltre all'apprezzamento politico e industriale, l'operazione ha ottenuto anche il plauso della Borsa con il titolo Ariston che ha Piazza Affari ha chiuso in rialzo del 2,9% a 4,45 euro. Fondata nel 1922 a Legnago (Verona), Riello è un gruppo che opera nei settori del comfort climatico e delle combustion technologies. Per il 2025, i Ricavi netti sono attesi pari a circa 400 milioni di euro con un margine operativo lordo rettificato pari a circa 35 milioni di euro.