L'Italia rimasta in gara per gli Oscar 2026 è quella dei cortometraggi di animazione.

E parte tutta da Bologna. Oltre a 'Playing God', nato da un gruppo di artisti-amici che hanno creato e prodotto i 7 minuti di stop-motion sotto i portici della città emiliana, c'è anche Éiru di Giovanna Ferrari. Bolognese classe 1979, vive a Kilkenny dal 2015, dove lavora come head of story e disegnatrice nel prestigioso studio d'animazione Cartoon Saloon. Éiru, la storia di una bambina minuta dai capelli color di fiamma nell'Irlanda dei Celti, è la prima opera di cui firma la regia e la sceneggiatura. Nora Twomey, in forze allo stesso studio nominata agli Oscar per 'The Breadwinner', è la sua produttrice.

"I miei colleghi sono abituati a vedere i propri progetti avanzare nelle votazioni dell'Academy. Ma per me è un'emozione incredibile! Temevo di deluderli. Sono davvero orgogliosa di essere tra i 15 corti più votati tra gli oltre 110 ammessi da tutto il mondo", esclama l'animatrice rispondendo all'ANSA dalla sua casa di Kilkenny, tra un messaggio ai genitori e una telefonata degli amici.

"Da quando mi sono unita a Cartoon Saloon ho lavorato su due lungometraggi arrivati in cinquina - 'Song of the Sea' e 'WolfWalkers' - e poi su 'My Father's Dragon' uscito su Netflix e 'Screecher's Reach' per Lucasfilm…", continua Ferrari. Il suo cortometraggio, disegnato in un essenziale e colorato 2D, è arrivato alla 98esima corsa per la statuetta dopo le vittorie a vari festival internazionali tra cui il RiverRun International Film Festival, il Dublin Animation Film Festival, il Fantasia International Film Festival e l'Animation is Film di Los Angeles.