Non si chiamerà più Bürgergeld e sarà più esigente nei confronti dei beneficiari: il compito di mettere a punto la riforma, che ridisegna uno dei simboli dello stato sociale tedesco, è toccato a una socialdemocratica, la ministra del Lavoro Bärbel Bas. Ieri, nell’ultimo consiglio dell’anno, il Governo ha approvato la proposta. Il “reddito dei cittadini” sarà sostituito da un nuovo «fondo di sicurezza» e prenderà il nome di «garanzia di base».
Giro di vite sul collocamento
L’Unione Cdu-Csu può spuntare un’altra casella sull’elenco delle promesse elettorali da mantenere. I Socialdemocratici hanno fatto concessioni, accettando di tornare sui propri passi: il Bürgergeld era stato istituito nel 2023 dal Governo a guida Spd, per sostituire e potenziare le prestazioni del sistema Hartz IV. La dirigenza del partito è andata contro le resistenze della corrente dei giovani, in una partita su più tavoli, uno dei quali era la riforma delle pensioni, dove è stata la Spd a tracciare le linee rosse.
L’obiettivo del nuovo meccanismo è spingere i beneficiari di prestazioni per l’ingresso nel lavoro a essere più intraprendenti e meno selettivi, con sanzioni inasprite in caso di violazione degli obblighi. Proprio qui sta il perno della riforma: chi rifiuta un impiego ragionevole, rischia di perdere l’intera indennità per due mesi. In presenza di altri inadempimenti, la prestazione viene tagliata del 30% per tre mesi. I beneficiari dovranno presentarsi agli appuntamenti fissati dagli uffici di collocamento: saltarli ripetutamente, può far perdere il diritto alle prestazioni.








