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Ultima finestra per recuperare “buchi” contributivi che possono fare la differenza su uscita e assegno: al momento non è prevista una proroga, anche se non si può escludere che venga inserita all’ultimo nella manovra

Restano pochi giorni per presentare all’INPS una domanda che, per molti, può fare la differenza tra restare bloccati e riuscire ad avvicinare il traguardo della pensione La misura consente di recuperare fino a cinque anni di contributi e trasformarli in contribuzione utile sia per maturare il diritto sia per incidere sull’importo dell’assegno. Ma il tempo è contato: la possibilità nasce con la legge di Bilancio 2024 ed è valida per il biennio 2024-2025, quindi il termine ultimo per presentare la domanda è il 31 dicembre 2025. E va detto con chiarezza: al momento non è prevista una proroga, anche se non si può escludere che un’eventuale estensione venga infilata all’ultimo nella manovra.

La pace contributiva è un meccanismo di riscatto che permette al contribuente di coprire fino a cinque anni di periodi privi di contribuzione e renderli utili ai fini pensionistici. I periodi devono essere presenti nell’estratto conto entro il 31 dicembre 2023 e devono essere “vuoti” in modo totale, cioè non coperti da contributi obbligatori, figurativi o da riscatto. Restano fuori, invece, i periodi per i quali esisteva un obbligo di versamento, a prescindere dal fatto che l’obbligo sia ancora attuale o sia decaduto e prescritto.