Il riccio europeo (Erinaceus europaeus), una delle specie più diffuse e longeve del pianeta, sta vivendo un rapido e drammatico declino numerico, tanto da essere stato inserito nella Lista Rossa Iucn - International Union for Conservation of Nature - delle specie a rischio di estinzione.

Lo sottolinea il centro di recupero degli animali 'La Ninna'.

Negli ultimi quattro anni, una ricerca condotta in collaborazione con l'Università di Torino, coordinata da Maria Teresa Capucchio del dipartimento di scienze veterinarie e il centro recupero ricci "La Ninna", ha analizzato le principali cause di morte dei ricci ricoverati.

Dall'analisi complessiva di quasi 400 ricci deceduti emerge che la prima causa di morte è di tipo infettivo (tra il 50% e il 60% dei casi), seguita da traumi legati ad attività antropiche come investimenti stradali e uso di decespugliatori (20-30%).

Le malattie polmonari e intestinali risultano estremamente diffuse: fino al 90% dei polmoni analizzati presentava infatti parassiti, spesso associati a gravi infiammazioni e infezioni batteriche.