Pare essere diventato di vitale importanza, per i produttori di serie tv, realizzare il miglior adattamento da un videogioco, e con Fallout, auspicabilmente, abbiamo un vincitore. La seconda stagione, dal 17 dicembre su Prime Video riesce, almeno nella prima metà di episodi concessi in visione, a mantenere la spiccata ironia e la pittoresca iconografia in bilico tra retro scifi e western, ma avvalendosi, in più, della bizzarra sintonia del dinamico duo formato dal cinico Ghoul bicentenario (Walton Goggins) e dall’ingenua e ottimista Lucy (Ella Purnell) alle prese con vecchi e nuovi nemici schierati in agguerrite fazioni. La prima stagione di Fallout ha riscosso un successo sorprendente: la televisione americana ha preso di mira i videogiochi – erano praticamente avanzati solo quelli dopo che gli Studios avevano saccheggiato letteratura e fumetti, e realizzato il remake/reboot/prequel/sequel di qualsiasi cosa – e poi si è lanciata nella challenge di chi sfornava la trasposizione migliore, tra The Last of Us, Halo, The Witcher e così via. Fallout è, tra queste, è la più originale, e l’unica che adotta estesamente toni ironici.Fallout è anche strana, molto strana, e questo poteva essere il suo punto di forza - specialmente rispetto alle concorrenti con i soliti zombi, i soliti soldati ammazzatutto e i soliti panorami fantasy con la magia - o la causa della sua disfatta. Ha vinto, per fortuna, l’eccentricità di questo assurdo show sugli orrori dell’olocausto nucleare e dei suoi personaggi. Ritroviamo, poco dopo gli eventi che hanno concluso gli ultimi episodi culminati con la fuga di Hank MacLean (un diabolico e felice di esserlo Kyle MacLachlan, vero mattatore della stagione), sua figlia Lucy e il Ghou, entrambi sulle sue tracce. I due si alleano per trovare il villain e fare giustizia. Lucy è cresciuta nell’ambiente pacifico e utopico del Vault, senza mai patire la fame, circondata da un’atmosfera positiva ma costruita su una menzogna: il padre è un mostro che ha nuclearizzato un intero paese per gelosia e che non si fa scrupoli a sperimentare congegni mortali su esseri viventi, umani compresi. Il Ghoul è l'opposto di Lucy, un altro sopravvissuto all’apocalisse reso duro e cinico da due secoli di sopravvivenza ai limiti in un mondo alla Ken il guerriero.Ella Purnell e Walton Goggins in Fallout 2Prime VideoInsieme, Lucy e il Ghoul fanno faville: sono ilari e sono irresistibilmente mal assortiti. In comune, si scopre però, scavando, hanno più di quanto appare. Lucy non è semplicemente buona: la bontà è un esercizio della volontà e lei fa di tutto per custodirla come il bene più prezioso. Anche il Ghoul non lo ammette ma ci mette del suo per non essere un cattivo. I loro battibecchi e gli occasionali incontri con creature schifosissime e robot logorroici sono la parte più divertente di uno show al contempo immerso in una realtà terrificante. La seconda stagione dà più spazio al personaggio inedito di Maximus (Aaron Moten), ai suoi dilemmi morali, all'ordine militare tecnofascista dei Confraternita d’Acciaio a cui appartiene e alla trama legata alla reliquia. Altre fazioni del gioco, come l’idealistica Nuova Repubblica della California e la ridicola Legione di Cesare tornano in scena o fanno il loro debutto. Una vera chicca è la comparsa(ta) di Maculay Culkin nei panni di un centurione fanatico con difficoltà di comprensione della rotazione consonantica della “C”. La serie intreccia varie linee narrative contemporanee con estesi flashback pre-guerra nucleare che si concentrano su Cooper e sul personaggio chiave della stagione, il sociopatico Robert House (Justin Theroux). Il villain azzimato è una figura emblematica dei miliardari e tech bro sadici e folli di oggi, nonché il fondatore del covo malvagio di New Vegas, destinazione cruciale della saga videoludica.Le nuove puntate sono al limite del camp ma senza sconfinare nel ridicolo; i toni sono bilanciati tra comico e drammatico; i valori del singolo, della moralità, del libero arbitrio e della redenzione sono messi efficacemente a confronto con l’avidità e la crudeltà dei leader senza scrupoli. Il tutto è dispensato con spumeggiante vigore e un sano gusto per lo splatter (non si erano mai viste esplodere tante teste come in questa serie). La struttura narrativa della seconda stagione è più articolata: a volte cade vittima di una certa dispersione concettuale, con i personaggi sparpagliati che sembrano destinati a non incrociarsi mai più. Delle fugaci apparizioni di alcune figure e relative storyline (vedi l’esaltato Xander interpretato da Kumail Nanjiani) si potrebbe fare tranquillamente a meno, di Maculay Culkin sandalone, no. L’importante è che i nostri pellegrini favoriti della Zona Contaminata, Lucy e il Ghoul, godano di ampio spazio e che le loro intriganti dinamiche vengano approfondite ed evolvano continuamente. Amerete osservare come la bontà di Lucy corrode lentamente il cinismo di Cooper e viceversa, e spererete che il loro viaggio si protragga ancora a lungo.
Fallout 2, la seconda stagione della serie post-apocalittica brilla grazie al duo formato dall'ingenua Lucy e dal cinico Ghoul
La pittoresca trasposizione della saga videoludica mischia ironia, dilemmi morali, splatter e villain sempre più crudeli ed eccentrici








