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Ultimo aggiornamento: 11:31
È stato incriminato Naveed Akram, autore con il padre della strage di Bondi Beach contro la comunità ebraica. Sono 15 i capi d’accusa per terrorismo, omicidio e altre 40 imputazioni, tra cui lesioni personali gravi con intento di omicidio e esposizione pubblica di simboli terroristici, riferendosi all’Isis. La polizia del Nuovo Galles del Sud ha spiegato che Naveed “ha tenuto una condotta che ha causato morti, feriti gravi e messo in pericolo vite umane per promuovere una causa religiosa e incutere timore nella comunità”. Durante la sparatoria con la polizia,il padre Sajid Akram è stato ucciso, mentre Naveed è rimasto gravemente ferito e ricoverato. Si è risvegliato dal coma nella notte di martedì e comparirà davanti al giudice in videocollegamento. Due bandiere artigianali dello Stato Islamico sono state sequestrate in un’auto intestata a Naveed, parcheggiata vicino alla spiaggia. Le autorità hanno anche confermato che Sajid possedeva sei armi da fuoco, tutte recuperate dopo l’attacco.
Intanto sono stati celebrati i primi funerali. Tra le 16 vittime, vi sono una bambina di 10 anni, due sopravvissuti all’Olocausto e una coppia di coniugi, uccisi mentre tentavano di fermare gli assalitori. Tutte le vittime identificate finora erano ebree. L’età delle persone uccise va dai 10 agli 87 anni. Gli ebrei vengono solitamente sepolti entro 24 ore dalla morte, ma i funerali sono stati ritardati dalle indagini del medico legale.













