«La nostra posizione è che non si fugge mai dai processi». È pomeriggio inoltrato quando Giuseppe Conte, al Messaggero, spiega i motivi per cui il M5s ha votato a favore della revoca dell’immunità per le europarlamentari dem, Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti, l’ex lady like, finite entrambe al centro delle indagini sul Qatargate. Ma per le quali, nell’Aula del Parlamento europeo, si è configurato un destino diverso: salvata la prima (382 voti a difesa dell’immunità), a rischio processo la seconda (in 497 favorevoli alla revoca). Più che l’iter giudiziario che attende Moretti - su cui tutti nel partito si dicono pronti a mettere la mano sul fuoco - a indispettire i dem è stato l’atteggiamento dei quasi-alleati pentastellati. Percepito più come l’ultimo atto di una lunga serie di distinguo, che non come una scelta fatta nel merito. «Una decisione inaspettata», la bolla un maggiorente dem fuor di taccuino, «rispetto all’iniziale atteggiamento di collaborazione» e a fronte di «incartamenti ridicoli». A rimanere indigesta anche la scelta di far trapelare in anticipo, a mezzo agenzie, le intenzioni di voto. Da qui, i dubbi: «Che l’input della scelta non arrivi da Bruxelles?».
Alessandra Moretti, revocata immunità. Confermata per Elisabetta Gualmini. Cosa succederà ora VIDEO












