Ecco le motivazioni con cui la Corte dei Conti ha bocciato il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Ponte sullo Stretto, uno dei cavalli di battaglia del vicepremier Matteo Salvini. L’ennesimo agguato togato che si inserisce nella lunga scia di interventi dei magistrati contro l'esecutivo. I giudici contabili hanno infatti spiegato nel dettaglio le ragioni per cui, lo scorso 17 novembre, la sezione centrale di controllo di legittimità aveva bocciato il decreto relativo al terzo atto aggiuntivo della convenzione tra il Mit e la società Stretto di Messina.

Secondo la Corte dei Conti il provvedimento risulta incompatibile con le norme europee che regolano le modifiche dei contratti pubblici in corso di validità. Nelle motivazioni depositate oggi, la magistratura contabile parla esplicitamente di “perplessità” con riferimento all’articolo 72 della direttiva 2014/24/Ue. La Corte chiarisce che, per potersi avvalere “della facoltà di evitare lo svolgimento di una nuova gara e di far rivivere un contratto risalente a diversi anni prima”, l’amministrazione “è onerata della prova di aver pienamente e rigorosamente rispettato tutte le prescrizioni imposte dal d.l. n. 35/2023 nella parte in cui richiama l’art. 72 della direttiva 2014/24/UE, tenuto conto anche delle variazioni e modifiche degli stessi criteri di indicizzazione intervenute nel tempo con precedenti atti aggiuntivi”.