C’è un momento giusto per cambiare computer. E potrebbe essere ora, o al massimo nelle prossime settimane. Rimandare l’acquisto potrebbe significare pagare di più, magari per avere meno: non si tratta solo di approfittare delle promozioni di fine anno, ma di comprendere una serie di dinamiche economiche e tecnologiche che stanno cambiando profondamente il mercato dei computer.

La grande fame di memoria: perché le DRAM scarseggiano e i prezzi di smartphone, Pc, console salgono

L’effetto domino dell’intelligenza artificiale

La spinta all’adozione dell’AI, in particolare nel settore dei data center, sta già modificando gli equilibri delle catene di fornitura dei componenti elettronici. I grandi modelli linguistici, che alimentano chatbot come ChatGPT, Copilot di Microsoft, Gemini di Google, hanno bisogno di enormi quantità di RAM e capacità di storage. E se, fino a poco tempo fa, questi carichi gravavano solo sulle infrastrutture cloud, oggi la tendenza si sta spostando anche verso i dispositivi personali.

Le grandi aziende stanno investendo in PC “AI-ready”, con coprocessori dedicati (come le NPUs introdotte da Intel, AMD e Apple), che richiedono componenti sempre più veloci e quindi più costosi. Molti produttori stanno ancora smaltendo le scorte accumulate nel 2023-2024, quando la domanda era più bassa a causa della crisi post-pandemica e dell’inflazione. Ma intanto, secondo dati di TrendForce, società di analisi del mercato dei semiconduttori, nel terzo trimestre del 2025 i prezzi delle DRAM sono aumentati del 13% e quelli delle NAND (utilizzate negli SSD) del 9%. Una tendenza che continuerà nel 2026, con un incremento stimato a due cifre nel primo semestre dell’anno. Prima che l’industria possa arrivare a soddisfare le richieste dell’IA servirà del tempo, bisognerà avviare nuove fabbriche o riconvertire quelle attuali, trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta: intanto, l’elettronica consumer (smartphone, tablet, computer, console) rischia di doversi accontentare di quello che resta.