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In 60mila hanno firmato la petizione online per chiedere le dimissioni di Bernini. Ma al flash mob c'è solo uno sparuto gruppo di studenti e parlamentari. Il ministro: "Valutiamo modifiche"
Dovevano essere a migliaia. Invece dei 60mila studenti che hanno firmato sulla piattaforma creata ad hoc per chiedere le dimissioni di Anna Maria Bernini dal Ministero dell'Università e Ricerca, ne sono arrivati appena una ventina. E neppure tutti studenti visto che c'erano pure i deputati dell'opposizione.
È la fotografia - impietosa - che arriva dal Mur dopo le 16 di oggi quando era previsto un flash-mob di protesta contro il semestre filtro in occasione della prima seduta del Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari). L'iniziativa è stata organizzata dai collettivi di sinistra - Primavera degli studenti, Udu e Adi - contro il semestre filtro. "Le criticità della sua riforma sono chiare ed evidenti", avevano dichiarato alla vigilia della manifestazione, "Aumento sfrenato della competitività; ansia e frustrazione costante ma soprattutto non si è di fatto risolto lo 'storico problema dell'accesso a Medicina' come più volte affermato dalla ministra stessa". Negli intenti dei promotori doveva essere "la prima occasione di confronto con la comunità studentesca" dopo le parole della Bernini, che aveva risposto con una battuta a chi la contestava: "Siete solo dei poveri comunisti", aveva detto ad Atreju.









