Quella dei cittadini del Bangladesh in Italia "è una comunità ben integrata, che lavora, che si impegna e che manda verso il proprio Paese di origine consistenti rimesse", pari a 1,3 miliardi di euro in un anno: lo ha spiegato all'ANSA Antonio Alessandro, ambasciatore italiano in Bangladesh, a margine della conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina.
"Il Bangladesh costituisce la prima destinazione per le rimesse che partono dall'Italia", ha precisato.
Allo stesso tempo, ha aggiunto Alessandro, "abbiamo molte persone che chiedono il visto, per ragioni di ricongiungimento familiare, per ragioni di lavoro, di studio, ma purtroppo abbiamo anche tante migliaia di persone che si avventurano verso rotte illegali, spesso attirati da trafficanti".
Un fenomeno "molto deleterio", come testimonia il fatto che il maggior numero di sbarchi irregolari a Lampedusa abbia per protagonisti proprio "cittadini bangladesi", che l'Italia "contrasta in tutti modi".
In ogni caso, secondo Alessandro, il governo transitorio del Bangladesh guidato negli ultimi mesi dal premio Nobel per la pace Muhammad Yunus "ha introdotto numerose riforme che sicuramente hanno migliorato la governance e lo hanno reso un Paese più moderno, più democratico, più attrezzato a gestire i fenomeni del nostro tempo, quali ad esempio la migrazione". In questo modo, l'Italia sta "incontrando una collaborazione migliore da parte delle autorità bangladesi, soprattutto da quando il ministro Piantedosi è venuto in visita nel maggio di quest'anno e ha firmato un importante accordo migratorio", grazie a cui si stanno "contrastando più efficacemente i flussi illegali" e "favorendo in maniera ordinata i flussi legali".







