Tecla Insolia ha vinto nel 2025 due David di Donatello e un Nastro d'argento, la più giovane di sempre. A Natale sarà al cinema con Primavera. Intanto ha preso casa e trovato Sara, «da cui ho bisogno di tornare». Perché non è più il tempo della prudenza: «Voglio vivere, costruire chi sono»

di Concita De Gregorio

Tecla arriva in bici a noleggio, è un po’ in ritardo perché oggi aveva da chiudere il cambio di residenza – sorride con quel sorriso innocente, definitivo e irresistibile. Penso: che dono e che arma, sorridere così. Come si fa. Hai una nuova casa? “Direi che ora finalmente ho una casa, mia. Da sola. Bello. È piena di finestre e di luce. Lì posso essere io, è uno spazio per me. Mi posso ingrandire e restringere”. Ride. Porta occhiali da vista, una camicia comprata all’usato ed è bellissima. Dov’è, la casa? “A La Certosa”. La Certosa è un borgo, a Roma. Una borgata, si sarebbe detto qualche decennio fa, quando le periferie erano fatte di campi e piene di lucciole. Tra Tor Pignattara e la via Casilina, lo chiamano il borgo degli Angeli. “Mi piace stare lì, cercavo un paese. Io vengo da un paese. Quando da piccola i miei genitori mi portavano a fare i provini a Roma, nel quartiere Prati, mi perdevo. Guardavo quei palazzoni tutti composti, un po’ mezzo eleganti, tutti uguali e mi domandavo, ma perché la gente vuol vivere qui? Come fa? Non è un giudizio, per carità. Dico solo che io non mi trovavo. Poi, quando mi sono trasferita da Piombino, sono andata a vivere con Carlotta, per fortuna”. Carlotta Gamba, formidabile attrice, co-protagonista con lei del film L’Albero di cui molto parleremo perché di questo lei sempre torna a parlare. Sì certo, i prossimi lavori da promuovere, Primavera di Damiano Michieletto che è la ragione per cui siamo qui, esce a Natale, i progetti futuri. Sì certo, Amata di Elisa Amoruso. Familia, candidato italiano agli Oscar. L’arte della gioia, che le ha dato tutti i premi. Ma L’albero è diverso, l’albero è il posto dell’amore.