Compiere duecentocinquant’anni e non sentirli. Accade soltanto a un’eterna fanciulla della letteratura, un mito insuperato, l’unica che può dire al mondo, in una celeberrima parodia, Il mio nome è Austen, Jane Austen. La racconta Liliana Rampelli con un taglio inedito, 365 “scene”, ognuna è tratta da un suo romanzo, suddivise nell’arco di dodici mesi. Titolo Un anno con Jane Austen (Neri Pozza-Spleen, pag.427, euro 26). Dice l’esergo: «Se una persona, uomo o donna che sia, non trova piacere in un buon romanzo, deve essere stupida al di là del sopportabile». Prima di tuffarsi in un oceano di delizie letterarie, qualche precisazione su Austen. Una ragazza che scriveva con tocco lieve, ma fortemente incisivo, mentre l'Europa era dilaniata dalle guerra napoleoniche, e lei non sembrava essere colpita dal trionfi del Corso nelle campagne d'Italia e d'Egitto, era dedita soltanto al piacere del narrare d’amore, tradimenti, intrecci familiari, con una scrittura lucida, ma anche dotata di un umorismo corrosivo e irresistibile verso gli umani problemi, una donna proiettata molto in avanti, anticipando l’attualità di oggi. Miss Austen che per tutta la vita parlò d'amore e matrimonio a tutti, ma non si sposò mai.