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Ultimo aggiornamento: 11:44
Dopo decenni di silenzio, la lebbra – o morbo di Hansen – torna a far parlare di sé anche in Europa. Nelle ultime settimane sono stati segnalati alcuni casi in Romania e un caso isolato in Croazia, riaccendendo interrogativi su una malattia che molti consideravano ormai confinata ai libri di storia della medicina. Le autorità sanitarie rassicurano, ma la notizia ha inevitabilmente alimentato timori. Per capire se ci sia davvero motivo di preoccupazione e cosa significhino queste segnalazioni, ne abbiamo parlato con il professor Roberto Cauda, infettivologo, Università Campus Biomedico e consulente per le malattie infettive dell’European Medicines Agency (EMA).
“La comparsa di casi di lebbra in Europa va letta con grande cautela, evitando ogni tono drammatico – ci spiega Cauda -. La lebbra è una malattia che esiste ancora nel mondo ed è presente in forma endemica in numerosi Paesi. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che, già all’inizio degli anni Duemila, la malattia era segnalata in 91 nazioni, con una diffusione maggiore in India, Africa subsahariana e Sud America. In questo contesto, i casi europei non rappresentano un’anomalia inquietante, ma piuttosto l’effetto degli spostamenti globali delle persone. Si tratta di fenomeni isolati, molto rari, che devono indurre attenzione ma non allarmismo. Il rischio per la popolazione europea resta infatti bassissimo, quasi trascurabile, e la lebbra non può essere considerata una minaccia per la salute pubblica nel nostro continente”.






