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Ultimo aggiornamento: 9:23

Erano stati nelle Filippine dal 1° al 28 novembre i due presunti responsabili della strage di Bondi Beach, a Sydney, costata la vita domenica a 15 persone durante la festa ebraica dell’Hanukkah. Lo hanno riferito alla Bbc fonti dell’Ufficio immigrazione di Manila, lo ha confermato anche la polizia dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud. Sul viaggio indagano le autorità australiane. Sajid Akram, 50 anni, si era messo in viaggio con un passaporto indiano, ha spiegato la portavoce dell’Ufficio immigrazione, Dana Sandoval. Il figlio, Naveed, 24 anni, aveva utilizzato un passaporto australiano, ha aggiunto, precisando che avevano dichiarato sarebbero stati a Davao, una grande città sull’isola meridionale di Mindanao, e che sarebbero rientrati in Australia con un volo per Sydney. Le ragioni del viaggio sono oggetto di accertamenti. Il 50enne è stato ucciso a colpi di arma da fuoco, mentre il 24enne è rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale.

Mindanao, la seconda isola più grande dell’arcipelago, ospita diversi gruppi ribelli islamisti ed è da tempo un focolaio di insurrezione contro il governo. Nel 2017, militanti affiliati all’Isis hanno preso il controllo della città di Marawi, innescando un sanguinoso assedio durato mesi. Alcuni media avevano inoltre scritto che i due avevano ricevuto nelle Filippine “un addestramento di tipo militare“, ma secondo la Bbc l’esercito di Manila non ha ancora confermato. Il National Bureau of Investigation (Nbi) delle Filippine lavora in coordinamento con altre agenzie del governo per ricostruire “le attività” svolte dai due sospettati. Palmer Mallari, portavoce dell’Nbi, ha confermato alla Bbc che padre e figlio sono stati a Davao e “teoricamente nelle aree limitrofe”. Sul tema il ministro degli Esteri australiano, Penny Wong, ha sentito la collega delle Filippine, Tess Lazaro.