Da quell’abbraccio a Igor Protti è rinata una squadra. Quel Bari che nel ’93 riconquistò la serie A giungendo alle spalle della Fiorentina, si rimette in gioco per stare accanto a chi ne ha bisogno. Quella visita a sorpresa al loro compagno di squadra alle prese con un tumore, ha riacceso 32 anni dopo una fiamma che dentro ognuno dei suoi componenti non aveva mai smesso di ardere. L’idea di stare ancora insieme, con l’Asd Bari 93, è venuta al terzino di fascia di quel Bari, Massimiliano Tangorra, ma sembrava quasi che tutti i componenti di quella squadra non aspettassero altro.

«La magia è stata ritrovarci dopo così tanto tempo e sentirsi amici come prima», sono le sue parole. «La vicenda di Igor ha reso ancora più forte l’esigenza di stare insieme. Quel giorno, dopo aver fatto la sorpresa al nostro compagno di squadra nel giorno del suo compleanno, era davvero difficile staccarci. E allora mi sono chiesto: perché non continuare ad essere squadra?». Messaggio accolto con entusiasmo dagli altri baresi di quella squadra, a cominciare da Amoruso e Bigica, ma anche da chi vive in altre città, come Barone, Gautieri, Montanari, Ricci, Pedone, Tovalieri e Mangone.

«Iniziamo giovedì con regali da portare ai piccoli pazienti del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico. Di seguito, giocheremo delle partite di beneficenza, partendo da Bari la prossima primavera, per poi toccare Livorno, dove vive Igor, e Padova, dove c’è un luminare dell’oncologia che ha in cura un nostro amico», sono ancora le parole di Tangorra. Che quell’incontro con Protti avesse lasciato un segno profondo, lo si era capito dalla foto e dai video pubblicati successivamente.