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Il presidente di Regione Lombardia ha espresso massima solidarietà a Meloni. Indaga la Digos

Ennesimo atto intimidatorio contro il presidente del Consiglio, stavolta a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove sul muro esterno della palazzina che ospita la sede della Lega è comparsa la scritta: "Spara a Giorgia". Di fianco anche la stella a cinque punte e la sigla delle "Brigate Rosse", tutto scritto con la vernice spray rossa. Ovviamente la Digos è impegnata in queste ore a individuare gli autori della scritta attravrso le immagini delle videocamere di sorveglianza posizionate nella zona. Tra i primi a denunciare l'accaduto c'è stato Alberto Falciglia, presidente del Circolo Fratelli d’Italia di Busto Arsizio, il quale ha sottolineato che "non può e non deve essere archiviato come una semplice bravata".

Per come è stata realizzata, ha spiegato Falciglia, "è un episodio di una serie ormai ben nota. Quando un gesto si ripete con lo stesso schema e la stessa matrice ideologica, smette di essere folklore e diventa un messaggio politico preciso. Un messaggio intimidatorio. Un messaggio che richiama un clima che l’Italia ha già conosciuto e che nessuno vuole rivivere". L'ultimo episodio di questa serie è stato denunciato solo pochi giorni fa a Marina di Pietrasanta e si va ad aggiungere a tutte le altre intimidazioni che nelle ultime settimane sono state mosse nei confronti del premier. "Colpire una sede di partito, per di più di una forza politica alleata, significa colpire il pluralismo democratico, la libertà di espressione e la normale dialettica politica. È un attacco che va ben oltre il simbolo colpito: riguarda tutti coloro che credono nella politica come confronto civile e non come sopraffazione".