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Continuano le minacce contro i politici del governo guidato da Giorgia Meloni. Dopo "spara a Giorgia" è di nuovo il turno del vicepremier
"Salvini appeso". È solo una delle ultime dimostrazioni di democrazia della sinistra italiana, che ha spesso questo tipo di esternazioni nei confronti degli esponenti di centrodestra che, per altro, raramente raccolgono la solidarietà della sinistra parlamentare. "Su un muro di Milano, in corso Plebisciti. Ecco il pacifico pensiero dei 'buoni'. Nessuna paura, avanti ancora più forti", scrive Matteo Salvini sui suoi social, pubblicando la scritta sul muro. Ovviamente non è la prima volta, perché solo pochi giorni fa, a Genova, era comparsa un'altra scritta non meno violenta: "Salvini come Kirk".
Il riferimento non troppo velato è a Charlie Kirk, l'attivista Maga freddato con un proiettile alla gola durante un incontro all'università dello Utah mentre stava parlando pacificamente. Sono minacce che per il momento restano scritte sui muri ma che non è escluso possano trovare terreno fertile in soggetti con intenti ben diversi, che potrebbero trasformarle in qualcosa di concreto. L'odio rosso è tangibile ed è in aumento, figlio dell'incapacità della sinistra di ammettere che i cittadini possano considerare democratico anche chi non la pensa come loro. È un clima d'odio che viene alimentato anche in parlamento, da chi considera fascisti degli esponenti di governo che sono stati democraticamente eletti e la cui colpa è solamente quella di non essere di sinistra ma magari di centro o, peggio ancora, di destra.






