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Ultimo aggiornamento: 15:54
Il dottor Giuseppe Feltrin, il direttore generale del Centro nazionale trapianti, l’ha definita una scelta “generosa e inconsueta”. Il riferimento è all’ultimo caso italiano di donazione samaritana, una donazione di organi in cui una persona sceglie di sottoporsi a un intervento di prelievo del rene per offrirlo in dono a una persona sconosciuta. All’Azienda ospedale-università di Padova (AOUP), una donna in lista d’attesa è riuscita a recuperare una piena qualità di vita grazie al rete di uno sconosciuto.
Il trapianto è stato eseguito lo scorso ottobre. In precedenza, il donatore samaritano era già stato sottoposto a un percorso clinico, immunologico e psicologico necessario per essere ammesso al programma della Rete nazionale trapianti. Dopo l’autorizzazione del magistrato, il Centro nazionale trapianti, guidato da Feltrin, ha accettato la donazione del rene da parte del donatore samaritano, poiché non era stato possibile avviare la procedura ordinaria di trapianti incrociati.
Nell’arco di una sola giornata, l’equipe medica guidata dalla direttrice del Centro trapianti rene e pancreas di Padova, la professoressa Lucrezia Furian, ha effettuato le procedure di donazione e trapianto del rene. Nel giro di pochi giorni dopo l’intervento, sia l’uomo che la donna sono stati dimessi: sono in ottime condizioni di salute.






