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Boom di attacchi agli ebrei. Australia la nuova frontiera

Un boom di episodi antisemiti. Dal 7 ottobre 2023, data della strage di Hamas in Israele, nonostante proprio gli ebrei siano rimasti vittime del giorno più sanguinoso dalla Shoah, l'odio contro gli ebrei è esploso nel mondo. Una lunga e inquietante scia di violenza, con casi eclatanti come l'accoltellamento di una donna a Lione, in Francia, il 4 novembre 2023 da parte di uno sconosciuto che ha inciso una svastica sulla porta di casa della vittima, oppure l'uccisione di due dipendente davanti all'ambasciata israeliana di Washington nel maggio di quest'anno, quando un uomo ha sparato gridando "Free Palestine", Palestina Libera, fino al massacro di ieri a Bondi Beach, Sydney.

L'Australia, in genere considerata un Paese a basso livello di antisemitismo, ha visto più che triplicare gli atti di violenza contro gli ebrei negli ultimi due anni. Il numero totale ha raggiunto livelli "senza precedenti", denuncia l'Ecaj, il Consiglio esecutivo degli ebrei australiani, facendo notare come il Paese fosse considerato prima un luogo a basso antisemitismo storico rispetto all'Europa. Se nei 10 anni precedenti all'ottobre 2023 (da ottobre 2014 a settembre 2023), il numero medio annuo di episodi antiebraici è stato di 342, nei due anni successivi al 7 ottobre 2023 la media di episodi annuali ha raggiunto quota 1.858, fino a raggiungere il picco dei 2.062 nel 2024. Si va dai graffiti e dal vandalismo contro le scuole ebraiche (come nel caso del Mount Scopus College di Melbourne lo scorso anno) agli incendi dolosi ai danni di sinagoghe (come contro l'Adass Israel a Melbourne, nel dicembre 2024, e altri tentativi a Sydney). Si passa dalle auto incendiate e dalle minacce nei quartieri ebraici (Sydney est, 2024-2025) agli attacchi fisici e al doxing (con liste e dati sensibili diffusi online), fino agli slogan antisemiti durante le proteste pro-Palestina (vedi quel "Gas agli ebrei" intonato durante le manifestazioni a Sydney di ottobre 2023).