I tempi sono maturi e dopo tante dichiarazioni è arrivata l’ora di dare forma all’attesa revisione dell’assetto della previdenza complementare. Non bastano le singole misure in corso di discussione nell’ambito della Manovra, serve una riforma organica più volte annunciata da diversi esponenti del Governo e su cui da tempo si lavora.

I temi sul tavolo sono molteplici: dalle diverse misure volte ad offrire maggiori margini di manovra agli enti previdenziali per investire nell’economia reale, ai benefici fiscali auspicati dai fondi pensione, compreso quello di aumentare e rendere più flessibile la soglia di deducibilità dei contributi versati dagli iscritti; dall’adesione con il silenzio assenso attraverso le linee life-cycle, agli incentivi per favorire l’erogazione di rendite, senza trascurare la necessità di irrobustire la cultura previdenziale degli italiani. Solo per citare alcune tematiche. Tra queste non bisogna dimenticare, però, la necessità di istituire un “Arbitro previdenziale”.

Da anni la Covip chiede nelle dovute sedi di rafforzare la tutela del risparmio previdenziale, con l’avvio di un Organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie, come già in essere in Banca d’Italia, Consob e Ivass, dove sono rispettivamente operativi l’Abf (Arbitro Bancario e Finanziario), l’Acf (Arbitro per le Controversie Finanziarie) nonché l’Aas (Arbitro Assicurativo). Per l’Authority preposta alla vigilanza sui fondi pensione l’Arbitro consentirebbe agli iscritti, pensionati e beneficiari, di ottenere decisioni sulle controversie in tempi rapidi, senza i costi derivanti dall’assistenza legale. E ce n’è bisogno.