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Il direttore del Giornale ha affrontato il grande tema della mancanza di ascolto, dei cellulari concessi ai bambini per farli stare zitti e dell'odio in rete: "Sul telefono abituati solo a vincere"

Uno dei grandi temi dell'attuale società è l'uso dei telefoni cellulari da parte dei giovanissimi, spesso bambini più che adolescenti, che con gli smartphone hanno accesso al mondo virtuale quasi senza controllo, senza filtri e senza limiti. Ed è stato questo il punto di partenza della riflessione settimanale del direttore Tommaso Cerno a Domenica In perché, ha detto, "abbiamo smesso di ascoltare gli altri". E ad aver smesso di ascoltare sono gli adulti, che non si rapportano più con i bambini e con gli adolescenti.

"Abbiamo separato gli adulti dai più piccoli, perché i telefoni hanno tantissimi vantaggi, hanno dato tante cose che un tempo non si potevano fare ma dentro questa ossessione hanno portato anche dei cambiamenti che facciamo finta di non vedere, ad esempio delle vite parallele rispetto alla realtà, dove vedi un ragazzo, magari tuo figlio, adolescente, che con la famiglia si comporta in un modo, ritieni abbia dei gusti e delle passioni e poi nei like, nella vita che lui fa di nascosto ha tutti altri riferimenti. All’improvviso può succedere una cosa che non ti aspetti, che pensi arrivi da lontano e invece lo avevi di fronte ma non lo capivi". E questo è il tema principale, per il quale ora in Italia "si comincia a parlare di divieti, di vietare, togliere il telefono e fare in modo che si vieti il telefono, come se fosse colpa del telefono e non di chi lo usa". L'esempio più banale di questo errore di concezione è l'auto: sarebbe come vietare le automobili solo perché ci sono gli incidenti perché qualcuno è distratto alla guida.