Due giorni sono tantissimi quando si è piccoli, soli e impauriti. Due giorni senza acqua né cibo, aggrappati a un tetto troppo alto per scendere e troppo esposto per sentirsi al sicuro. È quello che ha vissuto un minuscolo gatto bianco, rimasto intrappolato sul tetto della casa della madre di Murilo Bastos, mentre sotto, a terra, una famiglia intera viveva ore di angoscia.
Il cucciolo miagolava piano, a tratti. Poi si zittiva e spariva tra le fessure del tetto, come se stesse cercando di diventare invisibile. Nessuno riusciva a raggiungerlo. E l’idea che potesse cadere, disidratarsi o semplicemente non farcela stringeva lo stomaco a tutti.
La disperazione di chi guarda senza poter aiutare
La madre di Murilo, racconta lui stesso sui social, era distrutta. Piangeva, impotente, perché ogni tentativo di avvicinarsi al gattino falliva. Il tetto era troppo alto e di difficile accesso, il cucciolo troppo spaventato per fidarsi. "Era stato rifiutato dalla madre – ha spiegato Murilo – ed era rimasto completamente solo lassù”. Ogni volta che qualcuno provava ad avvicinarsi, il piccolo si ritraeva, scappava più in profondità, come se la paura fosse ormai più forte della fame.
Un salvataggio rischioso e pieno di ostacoli






