Non era previsto. Doveva essere un intervento come tanti, una colonia da mettere in sicurezza prima di un trasloco. Ma poi qualcuno ha seguito quella gatta un po’ più a lungo del solito… e ha capito che mancava qualcosa. I suoi cuccioli. E non erano a terra.
Un nascondiglio impossibile
La scena sembra quasi un percorso a ostacoli: la mamma si arrampica su un albero, salta sul tetto e scompare dentro una tegola rotta. È lì che tiene i suoi piccoli, lontani da tutto. Troppo lontani, però, anche per chi vuole aiutarli. Dentro quel tetto ci sono cinque gattini di appena due settimane, occhi appena socchiusi e nessuna possibilità di salvarsi da soli.
“Come li prendiamo?”
A quel punto la domanda non è più se salvarli, ma come. Servono idee, mani, mezzi. Arriva una piattaforma elevatrice. Arrivano i vigili del fuoco con strumenti termici per individuarli tra le pareti. Si studia ogni movimento per non sbagliare. Poi, finalmente, uno alla volta. Piccoli, fragili, vivi.






