Quando Lori Comer, volontaria di lunga data della Best Friends Animal Society in Arkansas, ha aperto il trasportino arrivato con una cucciolata appena nata, l’occhio è caduto subito su uno di loro: un minuscolo ammasso di pelo grigio che sembrava quasi faticare a respirare. Così è iniziata la storia di Tusche, il cucciolo più piccolo del gruppo, quello che da subito ha richiesto cure continue, attenzione costante e molte più speranze di quante se ne potessero realisticamente concedere.
Comer lo ha scaldato con asciugamani tiepidi, lo ha aiutato a nutrirsi, lo ha portato in clinica nelle prime ore di vita: ogni giorno era una scommessa. E mentre i fratelli crescevano forti e venivano adottati a otto settimane, Tusche restava indietro, troppo fragile per potersene andare.
L’idea che ha cambiato tutto
A ottobre arriva una telefonata dalla Best Friends: una neo mamma cane, Donna, è stata recuperata con i suoi undici cuccioli. Una cucciolata sana, ben nutrita, accudita con dedizione da una madre dolcissima. L’idea, non comune ma valutata attentamente dai veterinari, era di provare a integrate Tusche nel nuovo gruppo, nella speranza che una mamma adottiva potesse offrirgli quello che gli era mancato: calore, sicurezza, struttura familiare. Comer ha seguito tutte le indicazioni: in piena notte, durante una poppata, ha strofinato delicatamente Tusche contro la mamma perché ne assumesse l’odore, poi lo ha posato tra i cuccioli. Donna lo ha osservato un istante, lo ha annusato e, con una naturalezza che solo gli animali possiedono, lo ha accettato.






