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Il ministro dei Trasporti: "A Milano il sindaco nega il problema sicurezza. L'Europa? Sta scherzando con il fuoco". Sulla vendita del gruppo Gedi: "Surreale che in un Paese libero si decida chi compra i giornali"
Alla festa provinciale della Lega a Milano, il vicepremier Matteo Salvini ha toccato vari argomenti tra i più caldi a livello nazionale ed europeo. Parlando a margine dell'evento, il ministro dei Trasporti ha riservato la sua prima stoccata per il sindaco Beppe Sala che, durante la commemorazione della strage di piazza Fontana, ha affermato che "le strade sono ancora piene di fascisti". "Ma era sobrio? Cioè, era sereno e tranquillo? Stai sereno, preoccupati di Milano, con i problemi che ci sono a Milano, che non sono le strade invase dai fascisti", l'affondo del leader del Carroccio.
"C'è un tema di sicurezza che lo stesso sindaco ha negato per troppo tempo, che noi stiamo lavorando per risolvere assumendo forze dell'ordine, accendendo telecamere. Certo, sarebbe meglio se la polizia locale di Milano fosse usata maggiormente sul tema della sicurezza e non per fare multe dalla mattina a sera, visto che Milano è la città più multata d'Italia", ha proseguito Salvini. "Sala, che è una persona valida per carità di Dio, però mi sembra che abbia perso un po' di voglia, un po' di stimolo, un po' di sprint. Poi ripeto, mi metto nei panni di uno che sta al Corvetto, a Rogoredo o anche in corso Como: se il problema di Milano è che ci sono i fascisti in strada, abbiamo un problema a Palazzo Marino".







