"Rievoco con voi l'accorato appello che San Paolo VI rivolse all'Assemblea delle Nazioni Unite esattamente sessant'anni fa.

Quel che unisce gli uomini, notava il mio Predecessore, è un patto suggellato 'con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell'intera umanità!'. Sì, la pace è il dovere che unisce l'umanità in una comune ricerca di giustizia". Lo ha detto papa Leone ricevendo i partecipanti al Giubileo della Diplomazia italiana guidati dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

"La pace - ha affermato Leone - è l'intento che dalla notte di Natale, la pace è il bene definitivo ed eterno, che speriamo per tutti. Al fine di custodire e promuovere la pace vera, siate dunque uomini e donne di dialogo, sapienti nel leggere i segni dei tempi secondo quel codice dell'umanesimo cristiano che sta alla base della cultura italiana ed europea".

"Solo quando una persona è onesta diciamo che è 'di parola', perché la mantiene come segno di costanza e fedeltà, senza voltafaccia. Allo stesso modo, una persona è coerente quando fa quello che dice: la sua parola è il buon pegno che dà a chi la ascolta, e il valore della parola data dimostra quanto vale la persona che la dice", ha affermato il Pontefice nell'udienza