Sardegna superstar, nel Mediterraneo, come destinazione per i grandi yacht: tra giugno e settembre 2025, le presenze di barche da diporto in Gallura, nel tratto di costa compreso tra Santa Teresa e San Teodoro (inclusi l’arcipelago della Maddalena e la Costa Smeralda), sono cresciute, rispetto allo stesso periodo del 2024, del 15,8%, arrivando a 3.114. E il patrimonio dei proprietari dei superyacht localizzati in quella zona di mare ha raggiunto una cifra record, calcolata in 2mila miliardi di dollari. Si tratta di armatori da tutto il mondo - da Bernard Arnault, patron di Lvmh, a Sergey Brin di Google, passando per Jeff Bezos, proprietario di Amazon, solo per citarne alcuni - che, in larga parte, utilizzano barche made in Italy.
I numeri sono frutto di una ricerca molto articolata, sviluppata grazie al protocollo di collaborazione tra Cipnes Gallura (Consorzio industriale provinciale Nordest Sardegna) e Direzione marittima del Nord Sardegna. «Lo studio - spiega Guido Piga, responsabile del progetto - combina tre livelli di analisi complementari. Primo: i dati del sistema Pelagus della Guardia costiera, che individua i codici identificativi Mmsi (Maritime mobile service identity), cioè la “targa digitale” delle singole imbarcazioni, che consentono di conteggiare esclusivamente i pleasure craft, evitando sovrapposizioni col traffico commerciale. Secondo: il database internazionale del sito specializzato Superyachtfan, utilizzato per l’identificazione di parte delle barche individuate (nome, lunghezza, valore, cantiere e proprietà). Terzo livello: le valutazioni delle liste di Forbes, che sono state impiegate per stimare la ricchezza associata ai proprietari degli yacht presenti in Gallura, ricostruendo così la dimensione finanziaria globale collegata alla stagione nautica nel Nord Sardegna».







