Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Arrestato l'aguzzino, un 32enne marocchino. L'allarme via gps
Un incubo durato 24 ore. Un giorno lungo un'eternità. E quella luce in fondo al tunnel che sembrava non arrivare mai. È una storia di terrore quella che arriva dal Pavese, dove una 27enne è stata segregata in casa e picchiata brutalmente dal suo aguzzino, un uomo di origini marocchine con svariati precedenti. Nella frazione Remondò di Gambolò i vicini della casa degli orrori hanno raccontato di aver sentito per ore delle grida di aiuto, eppure non sono stati loro a salvare la donna. È stato un amico. Nonostante il suo aguzzino le avesse sottratto il cellulare, in un momento di distrazione la giovane è riuscita a condividere la sua posizione via chat con il ragazzo più fidato. Nessun messaggio, solo quella localizzazione. L'amico ha capito che poteva trattarsi di una richiesta di aiuto e ha immediatamente allertato le forze dell'ordine. Quando gli uomini del commissariato di Vigevano si sono presentati nel luogo indicato dal Gps hanno trovato una casa apparentemente silenziosa ma ben presto hanno capito che qualcosa non andava: il 32enne ha subito provato a bloccare l'accesso ed è stato fermato di forza. Dentro, invece, la ragazza era sotto choc, con il volto tumefatto e il corpo ricoperto di lividi. Disperata, alla vista degli agenti ha chiesto di essere aiutata e di essere portata via da quella che si era trasformata nella sua prigione. Trasportata all'ospedale di Vigevano, è stata giudicata guaribile in venti giorni.






