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L'incubo per una 23enne a Bergamo. L'indagato l'ha seguita sul bus, insultata e trascinata dietro un portone. Le botte in testa e le minacce con una bottiglia di vetro frantumata: "Ti uccido"

Se non fosse stato per l'intervento salvifico di un passante prima e del fidanzato poi, forse questa storia avrebbe avuto un epilogo tragico. Perché quando la vittima, una 23enne residente a Bergamo, si è ritrovata con le spalle al muro dietro un portone e una bottiglia di vetro puntata contro il viso ha temuto il peggio. L'aggressore, Md (le iniziali del nome), cittadino bengalese di 27 anni, era stato processato due ore per furto e rapina. Ora si trova in carcere con l'accusa di violenza privata e lesioni aggravate.

L'incubo per questa giovane donna, anche lei di origini bengalesi, inizia in un tranquillo pomeriggio feriale. Sono le ore 16 quando, finito il turno al lavoro, la ragazza sale sull'autobus della linea 5 da Lallio (un paesino della Bergamasca) per fare ritorno a casa. Una volta a bordo del mezzo, viene avvicinata dal connazionale. I due non si conoscono, lui tenta invano di abbordarla: "Come ti chiami? Perché non ti siedi accanto a me?". Lei rifiuta, il 27enne la insulta pesantemente: "Sei proprio una puttana".