Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Bloccati i 210 miliardi con il no di Orbán. Mattarella: "Chi evoca pace, fa la guerra"

Nel cuore d'Europa, mentre le luci della capitale tedesca si preparano ad accogliere Zelensky, Bruxelles ha appena compiuto un passo destinato forse a cambiare il corso della guerra. Un passaggio silenzioso ma epocale: il congelamento a tempo indeterminato dei beni sovrani russi. Non più rinnovi semestrali, non più veti, non più margini d'incertezza. Un Rubicone politico e finanziario, attraversato nel momento in cui l'Ue si prepara a ridisegnare il suo ruolo nel conflitto. Il via libera è arrivato con una procedura scritta, votata da 25 Stati su 27. Basata sull'articolo 122 del Trattato, la norma impedisce che i beni congelati della Banca centrale russa, 210 miliardi di euro solo nell'Ue, possano essere restituiti a Mosca. Una blindatura permanente che apre la strada al maxi-prestito all'Ucraina atteso nel Consiglio europeo del 18 dicembre. Ursula von der Leyen non perde tempo e parla di "messaggio forte" rivolto al Cremlino: "finché questa brutale guerra continuerà, i costi per la Russia continueranno ad aumentare". Un segnale rivolto anche a Kiev, perché "il nostro coraggioso vicino sia più forte sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati".