Il Re ha sottolineato come gli screening possano salvare vite: "Quando il tumore del colon viene individuato allo stadio iniziale, circa nove persone su dieci sopravvivono almeno cinque anni; se diagnosticato tardi, la quota scende a una su dieci". Ha riconosciuto che molti evitano i test "perché pensano possano essere spaventosi, imbarazzanti o scomodi", ma ha esortato i cittadini a superare le esitazioni, perché "pochi momenti di lieve fastidio sono un piccolo prezzo da pagare per la tranquillità che segue o, per alcuni, per la possibilità di una diagnosi precoce e di un intervento salvavita". Rivolgendo poi "i più sentiti ringraziamenti" a medici, infermieri, ricercatori e operatori delle associazioni, Carlo ha aggiunto: "Come ho già detto in passato, i momenti più oscuri della malattia possono essere illuminati dalla più grande compassione. Ma la compassione deve andare di pari passo con l'azione". Infine, un appello per il nuovo anno: "In questo dicembre, mentre ci raccogliamo per riflettere sull'anno trascorso, prego che ciascuno di noi possa impegnarsi, tra i buoni propositi, a fare la propria parte per individuare il cancro in fase precoce. La vostra vita - o quella di una persona che amate - potrebbe dipendere da questo"
Re Carlo condivide "buone notizie" sulla sua malattia: "Potrò ridurre la terapia nel nuovo anno"
Re Carlo III ha annunciato che, grazie alla diagnosi precoce, la sua terapia contro il cancro alla prostata potrà essere ridotta nel nuovo anno...










